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Autoimprenditoria



LA GUIDA DELL IMPRENDITORE DI SE STESSO

Premessa 

Queste pagine sono dedicate a chi: 

  • ha un'idea in mente ma non sa bene da che parte cominciare; 
  • prova interesse al tema della creazione d'impresa ma ne ignora gli elementi basilari; 

ma anche a chi: 

  • ritiene tale obiettivo per il momento fuori dal proprio orizzonte ma per il futuro non si sa mai. 

Un punto è certo avviare un'attività in proprio è una scelta di grande importanza nella vita di una persona e della sua famiglia, da non prendere in alcun modo alla leggera. E' indispensabile valutarne i pro e i contro con attenzione e sincerità. Nelle pagine seguenti trovate alcuni spunti per un primo orientamento. Riteniamo possano aiutarvi nelle vostre riflessioni per partecipare alla costruzione del vostro futuro.

 

I CAPITOLI DELLA GUIDA

Cap. 1 - L'idea non sempre basta ecco perché!

Per fare impresa non basta un'idea, un abbozzo di progetto, servono capacità e competenze, che nel tempo dovranno essere aggiornate ed accresciute.
Ma soprattutto deve essere presente una forte motivazione, indispensabile per superare le avversità del percorso. Molte sono le imprese che si affacciano sul mercato ma parecchie sono anche quelle che cessano l'attività. Molteplici sono i motivi alla base delle chiusure ma, fra questi, rappresentano una quota considerevole:

  • mancanza di esperienza
  • risorse finanziarie insufficienti
  • scarsa capacità di pianificazione
  • collocazione inadeguata dei locali
  • stima ottimista delle vendite
  • gestione carente
  • investimenti superflui
  • difficoltà nell'accesso al credito
  • problemi fra i soci
  • crescita imprevista

Fare impresa non è una passeggiata, non serve l'intuizione geniale ma è indispensabile che l'idea risponda ad un bisogno.

Cap. 2 - L'importanza del business plan

Un piano d'impresa (business plan) ben costruito serve a verificare la validità del vostro progetto e a ridurre il rischio di spiacevoli errori. Il documento in genere è composto da due parti:

una prima parte descrittiva dell'idea:

  • presentazione dei proponenti il progetto,
  • descrizione dei prodotti e servizi offerti,
  • caratteristiche del mercato, clienti, concorrenti,
  • struttura dell'impresa, localizzazione, fornitori, risorse umane, forma giuridica

una seconda parte di tipo economico finanziario che prevede:

  • previsione dei ricavi
  • previsione dei costi fissi e variabili
  • investimenti e fabbisogno finanziario
  • margine di contribuzione e fatturato di pareggio
  • previsioni di stato patrimoniale e conto economico

L'elaborazione del piano d'impresa prende in esame gli aspetti indicati, formulando ipotesi alternative e cercando di individuare la modalità più corretta di impostare l'attività imprenditoriale. Proprio questa sua caratteristica richiede il diretto e attivo coinvolgimento del proponente il progetto perché è lui, in primo luogo, a dover conoscere l'attività che intende svolgere.

Cap. 3 - L'impresa: chi, che cosa e come

Presentare il profilo del futuro imprenditore e degli eventuali soci, illustrando conoscenze, capacità ed esperienze in relazione al progetto, nonché attitudini personali e motivazioni che spingono verso la scelta del lavoro in proprio.

Questa descrizione permette una prima verifica sul possesso, da parte del potenziale imprenditore o del gruppo nel suo insieme, delle necessarie abilità per la gestione d'impresa. Non è sufficiente saper produrre, ma occorre anche vendere quanto viene prodotto e curare i rapporti con i clienti.

Cap. 4 - I prodotti/servizi e il mercato

La definizione precisa dei prodotti e dei servizi che si intende vendere, esige un lavoro accurato. A tale scopo è necessaria un'analisi del settore di riferimento per capire il comportamento del mercato nel suo complesso, le regole del gioco, cosa fanno i concorrenti e come si muovono, le aspettative dei clienti e la loro disponbilità di spesa.

Dall'esame di questi elementi devono scaturire importanti suggerimenti sui punti di forza e di debolezza della vostra offerta nonché sulle modalità per promuovere e vendere i prodotti e servizi. Nessuna impresa, per quanto piccola, può pensare di inserirsi in un comparto economico ignorando il modo di agire dei soggetti che vi operano. Una volta messo a fuoco il "core business" dell'impresa si può passare alla tappa successiva.

Cap. 5 - La struttura dell'impresa

L'individuazione del luogo in cui collocare l'impresa risulta essere di primaria importanza si tratti di un negozio, un laboratorio o un ufficio. Occorre valutare le diverse opportunità, prestando attenzione alla funzionalità della posizione, alla corretta destinazione d'uso e alla sostenibilità delle opere di adeguamento da effettuare (onerosità e tempi).

Una delle componenti di successo dell'impresa è rappresentata dalle persone che la realizzano. Occorre considerare con attenzione le competenze necessarie per il buon funzionamento dell'impresa e la suddivisione dei ruoli fra i soggetti coinvolti. Lo svolgimento di alcune attività richiede requisiti professionali specifici, il rispetto delle normative di sicurezza e igiene, il possesso di autorizzazioni specifiche da parte di Comune, Provincia e AUSL.

Cap. 6 - La forma societaria

La scelta della forma societaria più adatta per la vostra impresa non è semplice e richiede una serie di valutazioni:

  • Siete soli o avete soci?
  • Sono vostri famigliari?
  • L'attività d'impresa presenta un forte grado di rischio?
  • Prevedete uno sviluppo importante in termini di fatturato?

Ricordate: l'imprenditore è colui che esercita professionalmente e abitualmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi. La forma giuridica più semplice è l'impresa individuale, tipologia adatta per attività con rischi ed investimenti contenuti. Se vi è la collaborazione dei familiari si parla di impresa familiare. Se due o più persone si accordano per gestire un'attività economica, essi danno vita ad una società. Esistono società di persone, società di capitali e cooperative. Le società di persone non richiedono un capitale minimo per la costituzione, vedono prevalere la figura dei soci sul capitale e si distinguono in società in nome collettivo e società in accomandita semplice. Le società di capitali, come la società a responsabilità limitata e la società per azioni, sono le forme che richiedono un capitale minimo e sono indicate per imprese con un certo livello di rischio e volumi di investimenti elevati. Le società cooperative, infine, coinvolgono un minimo di tre soci e perseguono finalità mutualistiche.
 

Cap. 7 - Indice di un business plan:

  1. L'idea imprenditoriale
  2. L'analisi del contesto e le politiche pubbliche
  3. L'analisi del mercato
  4. I bisogni dei consumatori
  5. Il target
  6. Obiettivi e strategie

I piani da allegare:

  1. La ricerca di mercato
  2. Il piano commerciale
  3. Il piano organizzativo
  4. Il piano economico finanziario

Cap. 8 - Il prospetto economico-finanziario

L'aspetto economico-finanziario è il punto dolente di molti imprenditori.

I Ricavi
La formulazione di una stima realistica delle vendite che la nuova impresa potrà realizzare è un passo fondamentale perché consente di quantificare i ricavi. Questi sono determinati moltiplicando le quantità vendute per i relativi prezzi. Le quantità possono essere rappresentate da beni o da servizi. A seconda della natura dell'impresa le previsioni potranno essere effettuate su livelli di tempo differenti.

Ad esempio: - per un bar o una gastronomia si può utilizzare come parametro le vendite giornaliere, formulando ipotesi diversi per giorni festivi e feriali per poi elaborare delle proiezioni su tutto l'anno; - per un asilo si può ipotizzare il numero di bambini presenti su base mensile, considerando varie fasce di permanenza nella struttura (5 ore al giorno, ); Dal momento che un'impresa può vendere più prodotti/servizi la tabella su cui fare le proprie ipotesi dovrà tener conto:

PRODOTTI/SERVIZI QUALITA' PREZZO TOTALE
1.      
2.      
3.      
4.      

I Costi fissi
Sono quei costi che l'impresa deve sostenere indipendentemente dal volume di produzione e vendita realizzata.

DESCRIZIONE IMPORTO ANNUALE
Affitto  
Utenze: elettricità, acqua. Gas, telefono,..  
Pubblicità  
Consulenza fiscale, legale, del lavoro  
Assicurazioni  
Manutenzioni beni  
Spese postali e cancelleria  
Spese auto, carburante, trasporti  
Costo lavoro dipendente  
Ammortamenti  
INPS  
INAIL  

I costi variabili

Sono costi il cui ammontare è strettamente legato al volume di produzione e vendita. Ad esempio:

  • per un bar o una gastronomia sono le materie prime da trasformare e rivendere;
  • in un asilo sono i pasti consumati dai bambini
  • ..
PRODOTTO/SERVIZIO COSTO VARIABILE 1 COSTO VARIABILE 2
1.    
2.    
3.    
4.    


Gli investimenti

Sono tutti quei beni materiali e immateriali, da acquistare per l'esercizio dell'attività; differiscono dai costi in quanto hanno un utilizzo ripetuto nel tempo.
Ogni anno una parte degli investimenti si trasforma in costo: si tratta dell'ammortamento.


DESCRIZIONE VALORE DURATA AMM.TO
Immobile adeguamento      
Ristrutturazione locali impianto elettrico      
Antifurto impianto idraulico      
Macchinari      
Attrezzature      
Arredamento      
Automezzo      
Beni immateriali Licenze      
Brevetti, marchi software Spese di costituzione      

Gli investimenti hanno una ripercussione sui costi fissi e sul fabbisogno finanziario. Per cui prima dell'acquisto valutate le ipotesi alternative quali l'affitto e il leasing.

Cap. 9 - Il punto di pareggio

Le informazioni fin qui descritte forniscono gli elementi per verificare un aspetto basilare, ossia se l'attività che avete in mente è sufficientemente remunerativa.
In tal senso diventa importante riuscire a calcolare il cosiddetto margine di contribuzione.

MDC= prezzo di vendita (P) - costo variabile (CV)

Questo margine fornisce un'informazione economica determinante: ci dice quanta parte del prezzo resta a disposizione dell'impresa per la copertura dei costi fissi (CF) e per la generazione dell'utile.

Il passaggio successivo è individuare la quantità di vendite che consente di raggiungere il pareggio:

Ricavi=Costi, che deriva dal rapporto CF e Margine di contribuzione.

Il prodotto fra la quantità di pareggio e il prezzo rivelerà il fatturato di pareggio.

Ogni quantità venduta in più contribuirà a creare un utile e, ovviamente, ogni vendita in meno manterrà l'azienda in una situazione di perdita. Non tutte le imprese possono pensare di raggiungere il punto di pareggio già nel primo anno di vita: in alcuni casi occorre crearsi un mercato, in altri i volumi da raggiungere per pareggiare sono elevati. L'assenza di un equilibrio economico iniziale non può essere giudicata completamente negativa; esige però un approfondimento sulla capacità dei soci di far fronte alla perdita con adeguate risorse finanziarie

Cap. 10 - Il fabbisogno finanziario e la sua copertura

L'impresa deve essere dotata fin dal suo avvio di adeguate risorse finanziarie per poter gestire le proprie necessità. Cosa genera il fabbisogno finanziario? In primo luogo gli investimenti (non va trascurata in questo caso l'IVA).

Segue il magazzino; i clienti con le dilazioni di pagamento, le cauzioni,

A fronte di ciò, quali risorse sull'altro piatto della bilancia? I risparmi e il credito che potete ottenere dalle banche, ma anche le dilazioni nei pagamenti concesse dai fornitori,

Un'attenzione particolare merita il fattore tempo. Le immobilizzazioni, utilizzate per più anni, richiedono risorse di mediolungo termine (capitale proprio e mutui) mentre i finanziamenti a breve rispondono alle esigenze correnti.

Misure finanziarie collegate alla creazione d'impresa.

Agli imprenditori seguiti dallo Sportello per l'Autoimprenditoria del CIOFS/FP PUGLIA si apre una nuova prospettiva e cioè la partecipazione alle iniziative di start up di impresa messe a disposizione dalla Regione Puglia per il sestennio 2007 2013.


Materiali

  • Scheda pre-adesione Privati

  • Scheda pre-adesione Aziende

  • I Regolamenti della Regione Puglia

PROGETTI Attivi
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  • Menica Roselli
    Sede: Ruvo di Puglia
    Corso: Operatatore grafico
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